Il Consiglio comunale aperto del 15 giugno avrebbe dovuto rappresentare un momento di chiarezza e di assunzione di responsabilità sulle scelte che hanno portato all’aumento delle concessioni balneari. Purtroppo in quella seduta sono stati lasciati inevasi dubbi e accentuate perplessità di per sè profonde.
Sinistra Italiana ribadisce innanzitutto un principio che non ha mai messo in discussione: trasformare questa vicenda in uno scontro contro gli operatori economici è sbagliato e fuorviante. Per questo condanniamo senza esitazione gli insulti e le gravi esternazioni rivolte ai titolari dei lidi, da parte di chi è arrivato persino ad augurare calamità naturali, tsunami e danni alle loro attività. Sono comportamenti che non appartengono alla cultura democratica e che nulla hanno a che vedere con il confronto politico.
Se un operatore economico ha ottenuto una concessione nel rispetto delle norme vigenti e sulla base di essa ha effettuato investimenti, non può essere considerato responsabile delle scelte amministrative che hanno portato all’ampliamento delle concessioni. Le responsabilità vanno ricercate altrove.
Ed è proprio su questo punto che il Consiglio comunale aperto non ha fornito i chiarimenti che cittadini e associazioni attendevano.
La Giunta municipale era completamente assente. Il Sindaco, invece, ha sostanzialmente ricondotto ogni responsabilità al Consiglio comunale. Una ricostruzione che riteniamo parziale e insufficiente.
La mozione di indirizzo approvata dall’aula, infatti, non avrebbe prodotto alcun effetto concreto senza i successivi atti amministrativi adottati dalla Giunta. Per questo motivo non è possibile ignorare il ruolo dell’esecutivo comunale nel percorso che ha portato alla modifica del Piano di Utilizzo del Demanio Marittimo e all’aumento delle concessioni.
Restano inoltre senza risposta alcune questioni fondamentali.
Per quale motivo, a fronte di quattro nuove concessioni, il contenzioso amministrativo è stato avviato soltanto nei confronti di due, tra l’altro presentate prima rispetto alle altre due? Perché, dopo avere ottenuto una pronuncia favorevole, l’Amministrazione comunale ha successivamente rinunciato a proseguire il giudizio? Quali valutazioni hanno portato l’Amministrazione a sostenere i costi di un’impugnazione davanti al Consiglio di Giustizia Amministrativa per poi abbandonare quella strada?
Sono interrogativi precisi che meritano risposte altrettanto precise.
Nel corso del dibattito alcuni consiglieri comunali hanno rivendicato apertamente le proprie scelte. C’è chi ha confermato il proprio voto favorevole all’aumento delle concessioni, ritenendo equilibrato il rapporto tra spiagge libere e aree date in concessione, chi ha sottolineato il ruolo svolto dagli uffici e dagli organi esecutivi nell’attuazione degli indirizzi politici, chi tra quelli usciti dall’aula avrebbe voluto fare cadere il numero legale. Alcuni di quelli favorevoli non si sono pronunciati. Ma il confronto seppur parziale con i consiglieri comunali non può sostituire le spiegazioni che sarebbero dovute arrivare da chi governa la città e quindi da sindaco e assessori.
Inoltre riteniamo che il dibattito non possa fermarsi all’analisi delle scelte compiute in passato. Occorre guardare al futuro del nostro litorale.
Ad oggi l’unico dato certo è che entro il 30 settembre 2027 dovranno essere espletate le nuove procedure di affidamento delle concessioni demaniali marittime previste dalla normativa nazionale.
Esiste però una proposta che prevede una proroga di sei anni delle concessioni nelle regioni colpite dagli eventi calamitosi legati al ciclone Harry. Si tratta di un’ipotesi che potrebbe modificare lo scenario attuale, ma che ad oggi non rappresenta ancora una certezza normativa.
In ogni caso il Piano di Utilizzo del Demanio Marittimo dovrà essere aggiornato o in vista della necessità delle proroghe per ottenere i finanziamenti della ricostruzione per i danni causati dal ciclone Harry o in vista delle gare per rifldefinire il piano concessorio.
In primis quindi sarà necessario, come chiesto da più parti, congelare la richiesta di nuove concessioni in ottemperanza alle osservazioni e criticità rappresentate dai cittadini ed in attesa di chiarezza del nuovo quadro normativo.
Sarà necessario ridefinire con precisione quali zone e ambiti possano continuare a essere oggetto di concessione e quali invece richiedano misure di tutela e salvaguardia.
Su tutto questo, però, registriamo il silenzio dell’Amministrazione comunale.
Pozzallo ha bisogno di una visione per il proprio litorale, di pianificazione ed una programmazione accurata, non di rincorrere le emergenze o di scaricare responsabilità. Ha bisogno di un nuovo Piano del Demanio Marittimo costruito con trasparenza, partecipazione e dati aggiornati, capace di coniugare tutela dell’ambiente, fruizione pubblica delle spiagge, accessibilità, maggiori tutele per le persone con disabilità e sviluppo economico.
Auspichiamo dunque che ci si muova al più presto per aggiornare il piano di utilizzo del demanio marittimo in vista delle prossime scadenze normative e tecnico-procedurali.
È questa la sfida che abbiamo davanti. Ed è su questa sfida che continueremo a chiedere risposte e ad avanzare proposte nell’interesse della città.

