Nel pieno di una crisi nelle forniture idriche già manifestatasi, e destinata ad aggravarsi ulteriormente col carico maggiorato in vista della stagione turistica estiva, nel centrodestra siracusano assistiamo ad una furiosa schermaglia, senza alcun fine costruttivo per la collettività. Incuranti di fornire risposte risolutive a questa emergenza, che ha lasciato a più riprese privi d’acqua interi quartieri del capoluogo, ci chiediamo il senso della diatriba tra il parlamentare avolese Cannata ed il presidente di Aretusaacque. Appare infatti che interessi loro piuttosto la supremazia nel campo del centrodestra locale, e nient’affatto la risoluzione delle numerose criticità sulla distribuzione idrica (che peraltro si trascinano da anni con inevitabile tendenza al peggioramento). In tal modo gli effetti della crisi risultano scaricati sui cittadini, che continuano a subire gravi disagi. In disparte il silenzio delle massime Autorità amministrative del capoluogo, si prende atto del fatto che il centrodestra, che detiene il potere in Regione ed in molte realtà locali, non si curi di ricercare soluzioni e si limiti al braccio di ferro che è sotto gli occhi di tutti. L’inadeguatezza conclamata della compagine di maggioranza, spaccata al proprio interno, è palese alla popolazione dei nostri territori: i rubinetti rischiano di rimanere a secco, ma la misura è colma …. E pertanto il Partito Democratico ha sollevato la questione tra la società civile, anche attraverso il Forum dell’Acqua (radunante partiti e movimenti dell’area del centro-sinistra) e le istanze alla Prefetta, ma, soprattutto, in Consiglio Comunale ha promosso e ottenuto l’approvazione della mozione che prevede il ristoro dei danni subiti dai cittadini di Siracusa, dalle attività commerciali, dalle imprese e strutture ricettive, e l’impegno del Comune di Siracusa a prevedere misure di compensazione e/o esenzione dell’imposta di soggiorno, con riferimento alle strutture ricettive danneggiate dal disservizio.

