Non sapevamo che un semplice consigliere, di opposizione per giunta, disponesse di poteri straordinari, tali per cui ogni opera o evento a Pozzallo avvenga solo ed esclusivamente per sua grazia. Le ultime dichiarazioni del candidato a sindaco Rosario Agosta, condite dalle immancabili foto di rito, sfiorano ormai il grottesco.
Ascoltando la narrazione di Agosta, parrebbe infatti che si debba solo a lui: la ripresa dei lavori al buco di Raganzino, attribuita ai suoi solleciti anziché alle concrete e documentate interrogazioni portate avanti in Consiglio proprio da Fratelli d’Italia; l’organizzazione degli eventi della 57ª Sagra del Pesce, per la quale sostiene di aver “tracciato la strada”; l’avvio del rifacimento del manto stradale, ennesimo risultato che il candidato si intesta in solitaria.
Ci vuole un bel coraggio a fare simili affermazioni. Dopo venticinque anni trascorsi al fianco di Roberto Ammatuna, Agosta sembra averne assimilato le sembianze e il metodo: la solita politica del fumo negli occhi, dei vanti ingiustificati e del “va tutto bene, ho fatto tutto io”.
Lo invitiamo a fare politica seria e a fare a meno delle illazioni basate su voci di popolo, come la recente nota firmata da lui e da Italia Viva in cui si alludeva a un presunto appoggio di Fratelli d’Italia Pozzallo a Raffaele Monte. Non sappiamo dove abbiano letto questa notizia: forse, tra una foto e l’altra, Agosta l’avrà intercettata per strada e ha colto l’occasione per farci un comunicato.
Tranquillizziamo il “futuro Sindaco Santo” di Pozzallo: ad oggi Fratelli d’Italia non ha stretto accordi con nessuno.
