La discussione che si è aperta a Rosolini sulla realizzazione del centro per migranti in contrada Casazza sta assumendo, giorno dopo giorno, una dimensione politica che non può più essere ignorata. Non soltanto per la delicatezza del tema, ma perché intorno a questa vicenda stanno venendo al pettine tutte le contraddizioni di un’Amministrazione che appare sempre più in difficoltà nel dare alla città una direzione chiara.
Il Movimento 5 Stelle ritiene che sia arrivato il momento di entrare nel merito, senza nascondersi dietro formule di circostanza e senza lasciare che a parlare siano soltanto le contrapposizioni che in queste ore stanno attraversando il centrodestra.
Il tema non è quello di costruire un nuovo muro ideologico sull’immigrazione. Il tema è molto più concreto: a Rosolini si sta discutendo della realizzazione di una struttura per migranti in un’area precisa, contrada Casazza, e la città vuole sapere perché quella zona sia stata individuata, quali valutazioni siano state compiute e quale sia il ruolo effettivo dell’Amministrazione comunale.
Sono domande legittime, che non possono essere considerate una forma di ostilità nei confronti di chi arriva nel nostro Paese. Chi amministra ha il dovere di rispondere ai cittadini, soprattutto quando una scelta riguarda direttamente il territorio e suscita interrogativi che stanno coinvolgendo forze politiche, associazioni e una parte significativa della comunità.
Ed è proprio qui che, a nostro avviso, si manifesta la debolezza dell’Amministrazione.
Invece di assumere una posizione politica chiara e spiegare alla città quale sia stata la propria interlocuzione sulla vicenda, assistiamo a un dibattito nel quale le responsabilità sembrano rimbalzare da un soggetto all’altro, mentre il centrodestra che sostiene questa Amministrazione appare tutt’altro che compatto.
Da una parte c’è chi difende l’operato dell’Amministrazione, dall’altra chi manifesta contrarietà rispetto all’individuazione dell’area. Nel mezzo ci sono posizioni che cambiano di tono a seconda del contesto e dichiarazioni che sembrano voler tenere insieme l’inconciliabile.
Anche la posizione dei due gruppi cittadini di Futuro Nazionale, il partito di estrema destra che fa riferimento a Roberto Vannacci, appare significativa per le contraddizioni che porta con sé: una forza politica che sul piano nazionale ha costruito una parte importante della propria identità su una linea particolarmente restrittiva sull’immigrazione e che, di fronte a una vicenda concreta come quella di Rosolini, sembra ricorrere alla più generica definizione di “immigrazione regolare e controllata”. Una formula che, da sola, non chiarisce quale sia la posizione sul centro di Casazza e soprattutto non risponde alle domande che i cittadini stanno ponendo.
Il punto è proprio questo: oggi Rosolini ha bisogno di posizioni chiare, non di formule politiche buone per ogni occasione.
Non intendiamo sottrarci a questa discussione e non riteniamo che il tema dell’immigrazione debba essere utilizzato per alimentare paure o divisioni nella comunità,- affermano dal Movimento 5 Stelle. Ma allo stesso tempo non accettiamo che ogni interrogativo sulla gestione di una struttura, sulla scelta dell’area e sulle modalità con cui viene portata avanti venga liquidato come strumentalizzazione politica.
La questione del centro va affrontata per quella che è: una scelta che incide sul territorio e che richiede trasparenza, informazioni e confronto pubblico.
Per questo riteniamo importante che sia stata accolta la richiesta di convocare un Consiglio comunale aperto.
La politica non può arrivare sempre dopo che i problemi sono esplosi. Un’Amministrazione deve avere la capacità di governare i processi, informare la comunità e creare le condizioni per un confronto serio prima che una questione diventi una contrapposizione tra fazioni.
Il dibattito di questi giorni, al di là delle diverse sensibilità sul tema dell’immigrazione, sta ponendo una domanda molto più ampia sulla qualità dell’azione amministrativa e sulla capacità di questa maggioranza di dare risposte alla città.
Ed è su questo terreno che il confronto dovrà proseguire, dentro e fuori il Consiglio comunale.
Gli interrogativi che poniamo sono: È stato il sindaco a fare questa richiesta? è stato il Prefetto a fare questa richiesta? Questo è un accordo tra Regione URC Siracusa e Prefettura di Siracusa, e poi vogliamo sapere quale normativa si stà utilizzando per tutto questo? Alla deputazione chiediamo perché parte dalle Regione?
La vicenda del centro migranti fotografa, ancora una volta, la fragilità di un centrodestra ormai privo di una direzione politica unitaria e di una maggioranza che appare sempre più distante da una città stanca di assistere a divisioni, incertezze e ritardi. I cittadini saranno chiamati a giudicare questa stagione amministrativa e noi continueremo a lavorare perché quel momento arrivi presto, con la determinazione e la responsabilità necessarie per costruire una nuova fase e tornare a governare Rosolini nell’interesse della comunità.
Movimento 5 Stelle Siracusa Sud – Coord. Rosolini
