Ecco la nota pervenutaci:
FACCIAMO CHIAREZZA… PERCHÉ LE PAROLE HANNO UN PESO.
Leggo in un articolo del Corriere Elorino una frase che mi viene attribuita e che NON HO MAI PRONUNCIATO.
Voglio essere chiarissimo: io non ho mai detto “o il PAF si fa al Frasca oppure non si fa”.
Lo smentisco categoricamente.
Quella sera abbiamo celebrato un Consiglio Comunale Aperto, proprio perché questa Amministrazione non ha paura del confronto, non ha paura di ascoltare e non ha paura di portare le ragioni della città davanti alle istituzioni.
E per circa quattro ore abbiamo ascoltato tutti.
Artigiani, cittadini, insegnanti, consiglieri comunali, rappresentanti delle categorie produttive e tutte le diverse sensibilità che sono intervenute.
Ed è emersa, nel corso del dibattito, una proposta che è stata ripetutamente richiamata da diversi interventi: utilizzare una struttura già esistente, il Centro Frasca, che in passato ha già ospitato migranti, invece di individuare una nuova area all’interno della zona PIP, dove oggi operano tante imprese e tante attività produttive.
E voglio ricordare anche un altro fatto.
Il signor Frasca era presente in aula quella sera e ha manifestato, nel corso del dibattito, una forte agitazione rispetto alla discussione che si stava sviluppando.
Ma soprattutto voglio ricordare una cosa che oggi qualcuno sembra voler dimenticare.
Diversi esponenti e rappresentanti dell’area politica di sinistra intervenuti nel dibattito hanno sostenuto l’ipotesi di utilizzare il Centro Frasca come struttura per l’accoglienza.
La professoressa Rosa Calvo, appartenente al movimento “Valori al Centro”, è intervenuta più volte insistendo sulla possibilità di utilizzare proprio il Frasca.
Non lo dico per polemica.
Lo dico perché la verità dei fatti non può essere riscritta il giorno dopo.
Così come ricordo l’intervento del professor Vaccaro, che ha espresso posizioni molto dure nei confronti delle istituzioni e della Prefettura, arrivando a definire il Prefetto “semplice” rispetto al Presidente della Repubblica e parlando di una Prefettura “fascista” e di un’Amministrazione che sarebbe una sua diretta estensione.
Io rispetto ogni opinione, anche quella più dura.
Ma una cosa è il diritto di critica, altra cosa è mettere in discussione il ruolo delle istituzioni dello Stato.
Perché noi possiamo e dobbiamo discutere delle decisioni.
Possiamo avere dubbi.
Possiamo dissentire.
Possiamo chiedere modifiche.
Possiamo dire che un’area non è idonea.
Ed è esattamente ciò che abbiamo fatto.
Se davvero il Prefetto avesse già deciso tutto e se davvero questa Amministrazione fosse stata semplicemente “prona” alle decisioni prese dall’alto, come è stato sostenuto in aula, che senso avrebbe avuto convocare un Consiglio Comunale Aperto?
Che senso avrebbe avuto ascoltare per quattro ore cittadini, categorie, consiglieri e rappresentanti del territorio?
La risposta è molto semplice.
Perché a Rosolini le istituzioni dialogano.
Ed è proprio per questo che, al termine del dibattito, ho invitato tutti e 16 i consiglieri comunali a recarsi insieme da Sua Eccellenza il Prefetto, per rappresentare direttamente tutti i dubbi, tutte le perplessità e tutte le osservazioni emerse durante il Consiglio.
Questa è la mia posizione.
Non ho deciso dove debba essere realizzato un PAF.
Non ho detto che debba essere necessariamente al Frasca.
Ho ascoltato.
Ho raccolto le istanze.
Ho difeso il territorio.
Ho chiesto un confronto istituzionale.
E soprattutto ho rispettato il Consiglio Comunale e la volontà di discutere pubblicamente una questione così importante.
Io non ho paura del confronto con nessuno.
Non ho paura dell’opposizione.
Non ho paura dei cittadini.
Ho soltanto rispetto delle istituzioni e, soprattutto, rispetto della verità.
Per questo chiedo che non mi vengano attribuite frasi che non ho pronunciato.
Le mie parole sono agli atti.
Le decisioni del Consiglio sono agli atti.
Il confronto è avvenuto davanti a tutti.
E la verità non ha bisogno di essere raccontata a convenienza.
Io continuerò a fare quello che ho sempre fatto da Sindaco:
ascoltare tutti, difendere Rosolini e portare le ragioni della nostra città nelle sedi istituzionali.
Perché il Sindaco non deve essere né contro lo Stato né contro i cittadini.
Il Sindaco deve stare dalla parte di Rosolini.
E io, dalla parte di Rosolini, continuerò a starci.
