“Accolgo con favore l’annuncio del presidente Giuseppe Carta di convocare un’audizione sul Parco nazionale degli Iblei. Fa piacere constatare che oggi anche altri rappresentanti istituzionali abbiano deciso di occuparsi delle questioni che sollevo pubblicamente da settimane, attraverso interventi parlamentari, incontri, documenti e richieste formali indirizzate alla Regione e al Ministero dell’Ambiente”. Lo dichiara il deputato regionale Carlo Auteri, intervenendo sull’audizione che sarà convocata dopo Ferragosto dalla IV Commissione Territorio, Ambiente e Mobilità dell’Ars. “Fin dall’inizio – ricorda – ho contestato non l’istituzione del Parco in sé, ma un procedimento portato avanti senza un reale coinvolgimento dei territori e sulla base di una perimetrazione che rischia di penalizzare aziende agricole, allevatori, artigiani, imprese e famiglie. Ho chiesto una posizione chiara della Regione, il coinvolgimento dei Liberi Consorzi di Siracusa e Ragusa, l’ascolto dei sindaci e delle categorie produttive e la revisione della perimetrazione sulla base delle proposte tecniche già elaborate dagli enti locali”.
Auteri ricorda inoltre di avere chiesto al governo regionale di impugnare la sentenza del Tar davanti al Cga e di avere scritto al Ministero dell’Ambiente, alla Regione e all’Autorità di bacino per evidenziare anche le contraddizioni ambientali del progetto. “Prima di imporre nuovi vincoli bisogna verificare le condizioni effettive del territorio, le carenze nella depurazione delle acque, le criticità idrogeologiche e gli interventi necessari per la sicurezza ambientale. Non si può disegnare un Parco sulla carta ignorando ciò che accade realmente lungo il bacino dell’Anapo e nei Comuni interessati – sottolinea il parlamentare regionale, secondo cui l’audizione non dovrà però trasformarsi nell’ennesimo confronto privo di conseguenze concrete -. Occorre acquisire l’intero fascicolo amministrativo: la nota dell’ex dirigente che avrebbe assunto un peso determinante nel giudizio del Tar, la Risoluzione numero 6 approvata dalla Commissione, le osservazioni presentate dagli enti locali, le interlocuzioni tra Regione e Ministero e tutte le proposte alternative di perimetrazione. Bisogna capire perché un atto collegiale del Parlamento siciliano sia rimasto sostanzialmente senza seguito e individuare le eventuali responsabilità politiche e amministrative. Dopo l’audizione mi aspetto atti formali, un cronoprogramma e una posizione unitaria della Regione da portare al Governo nazionale. Bene, dunque, che l’attenzione politica stia crescendo. Adesso, però, chi ha responsabilità istituzionali deve dimostrare di voler andare fino in fondo. Il Parco non può essere imposto contro le comunità degli Iblei: deve essere costruito con loro, attraverso dati aggiornati, valutazioni tecniche serie e una perimetrazione compatibile con il lavoro e con lo sviluppo del territorio”.
