Modica, 5 novembre 2026 – “Ogni cosa che scopri ti porta sempre una domanda nuova e quindi un’idea nuova. Per cui le idee non finiscono mai”. Con queste parole la dott.ssa Elena Jachetti, ricercatrice AIRC e Group Leader dell’Unità di Immunologia Molecolare della Fondazione IRCCS Istituto Nazionale dei Tumori di Milano, ha raccontato il suo lavoro agli alunni della Scuola Secondaria di I grado, plesso “G. Falcone” dell’Istituto Comprensivo “R. Poidomani” di Modica.
L’incontro, che si è svolto ieri mattina nell’ambito della campagna nazionale di Fondazione AIRC “I giorni della Ricerca 2026”, ha coinvolto diverse classi dell’istituto. Erano presenti anche la volontaria AIRC Giada Alù e la prof.ssa Giannina Polara, docente dell’istituto e referente comunale AIRC.
Con un linguaggio semplice e coinvolgente, la ricercatrice ha spiegato che cos’è un tumore – cellule che “smettono di seguire le regole” e crescono in modo incontrollato – e ha subito chiarito uno dei dubbi più diffusi tra i ragazzi: il cancro non è una malattia contagiosa. Ampio spazio è stato dedicato ai fattori di rischio: da quelli che non si possono modificare, come la predisposizione genetica, a quelli su cui ognuno può intervenire ogni giorno, come il fumo, compresa la sigaretta elettronica, l’alimentazione, la sedentarietà, l’eccesso di bibite zuccherate e l’esposizione al sole senza protezione. “Non bisogna diventare degli atleti, bisogna muoversi di più”, ha ricordato la dott.ssa Jachetti, invitando gli alunni a una dieta varia, a bere acqua e a non esagerare con cibo spazzatura e videogiochi.
La seconda parte dell’incontro ha portato i ragazzi dentro il laboratorio di ricerca. La ricercatrice ha illustrato le principali cure – chirurgia, chemioterapia e radioterapia – e poi l’immunoterapia, il suo campo di studio: terapie più precise, che aiutano il sistema immunitario a riconoscere e combattere il tumore.
Numerosissime le domande degli alunni: ci si può ammalare lavorando in laboratorio? Quanto guadagna un ricercatore? Com’è la sua giornata tipo? Un tumore si vede a occhio nudo? Perché con la chemioterapia si perdono i capelli? Si può mangiare il sushi? Domande a cui la dott.ssa Jachetti ha risposto con chiarezza, mostrando quanto il lavoro del ricercatore sia fatto di studio, esperimenti, lavoro di squadra e progetti da far approvare e finanziare.
Importante anche la presenza della volontaria AIRC Giada Alù, che ha ricordato il ruolo dei volontari e delle donazioni, con cui vengono acquistate strumentazioni e finanziati i progetti di ricerca: “I volontari siamo tutti”, anche chi dona un solo euro. In chiusura la ricercatrice ha lasciato ai ragazzi un messaggio chiaro: “La ricerca deve sempre andare avanti”. È grazie alla ricerca che oggi si vive più a lungo e meglio, e che i tumori sono sempre più malattie che si possono affrontare.
Grande soddisfazione per l’iniziativa è stata espressa dalla dirigente scolastica prof.ssa Veronica Veneziano e dal vicario prof. Girolamo Manenti, che hanno ringraziato Fondazione AIRC, la dott.ssa Jachetti e quanti hanno reso possibile l’incontro. Per la dirigenza si è trattato di un’occasione preziosa per avvicinare gli alunni al mondo della ricerca scientifica e per rafforzare il lavoro che la scuola porta avanti ogni giorno sull’educazione alla salute: un messaggio di prevenzione e di fiducia nella ricerca che i ragazzi potranno portare anche nelle loro famiglie.
L’incontro rientra nel percorso di educazione alla salute e alla prevenzione che la scuola porta avanti con il progetto “AIRC nelle scuole”, che vedrà le classi aderenti impegnate durante l’anno nella realizzazione di elaborati sul tema della prevenzione primaria.
