Prendiamo atto della replica del Commissario dello IACP di Ragusa, dott. Giovanni Moscato e lo ringraziamo per aver finalmente chiarito, con insolita nettezza, la sua posizione e specialmente per la dotta spiegazione dell’articolo 2 e 3 della convenzione.
Prendiamo atto, anzitutto, che il Commissario sembra oggi guardare con particolare favore alla
provincia di Siracusa più che a quella di Ragusa. È una scelta legittima, per carità, ma quantomeno singolare se a farne le spese è un Comune della sua stessa provincia, al quale era stata negata la
prosecuzione di una collaborazione per appena 9 ore settimanali, salvo poi apprendere dell’utilizzo dello stesso professionista altrove per un numero persino maggiore di ore.
Prendiamo atto anche di un’altra scoperta: secondo il Commissario, “il personale altrui non è un diritto acquisito”. Bene. Non lo era per Pozzallo e, a rigor di logica, non lo era neppure per altri Comuni. Ed è proprio questo il punto: nessuno ha mai parlato di un diritto acquisito, ma di coerenza istituzionale, di leale collaborazione tra enti pubblici e di rispetto degli impegni assunti.
Se poi il Commissario ritiene di dover rivolgere altrove attenzioni, disponibilità e premure amministrative, ce ne faremo una ragione. Certo, viene da pensare che il suo orizzonte amministrativo e persino affettivo si stia spostando fuori provincia; ma su questo non vogliamo interferire con le sue scelte personali.
Prendiamo inoltre atto che il dott. Moscato, a suo dire, abbia già superato in pochissimo tempo tutte quelle emergenze organizzative che erano state rappresentate al sottoscritto come così gravi e inderogabili da imporre il rientro immediato del professionista. Se davvero in appena due mesi è riuscito a risolvere criticità tanto serie, non possiamo che complimentarci: siamo evidentemente di fronte a un modello amministrativo d’eccellenza, tale da poter fare scuola a molti amministratori d’Italia.
E proprio perché prendiamo sul serio questa rappresentazione rassicurante, a questo punto formuliamo una domanda semplice e diretta, che interessa i cittadini di Pozzallo molto più delle
polemiche personali: quando inizieranno i lavori delle palazzine di Pozzallo? Non slogan, non repliche stizzite, non lezioni agli altri enti: serve una data certa.
I residenti della zona attendono risposte concrete, non promesse rinviate. E le attendono tanto più alla luce di quanto avvenuto nel recente passato, vicende che non devono più ripetersi e che soprattutto vanno prevenute per scongiurare danni a persone o cose. E su questi delicati aspetti ciascuno deve rispondere del proprio operato, prima ancora che sul piano istituzionale, davanti alla propria coscienza.
