Carmelo Floriddia, membro dell’Assemblea nazionale di Futuro Nazionale e consulente del sindaco, interviene sulla possibile nascita dell’Hub temporaneo di identificazione a Rosolini e fa chiarezza: “Non si tratta di un centro di accoglienza”.
In queste ore assistiamo a diversi interventi politici sulla vicenda dell’Hub ipotizzato a Rosolini. Ritengo però che, prima di alimentare discussioni, perplessità o preoccupazioni tra i cittadini, fosse necessario conoscere esattamente i fatti.
Per questo motivo, questa mattina, nella mia doppia veste di consulente del sindaco e membro dell’Assemblea nazionale di Futuro Nazionale, ho ritenuto doveroso confrontarmi direttamente con il sindaco e con il vicesindaco, titolare della delega alla Protezione civile.
A differenza di chi ha scelto di intervenire immediatamente, magari alla ricerca di qualche ora di notorietà politica, ho preferito prima verificare la situazione. Il mio obiettivo è semplice: informare correttamente i cittadini di Rosolini e garantire la massima trasparenza.
Non è un centro di accoglienza
Partiamo dalla questione principale: a Rosolini non si sta parlando della nascita di un nuovo centro di accoglienza.
L’ipotesi riguarda un Hub temporaneo di identificazione, che verrebbe attivato esclusivamente nel caso in cui si verificassero importanti eventi di sbarco e quindi una situazione emergenziale.
La richiesta di disponibilità è arrivata direttamente dalla Prefettura, nell’ambito di un censimento effettuato presso i Comuni della provincia. Non si tratta, quindi, di una decisione già assunta dall’amministrazione comunale di Rosolini.
La Prefettura ha individuato due possibili aree: la vecchia scuola Tobruk e una zona adiacente all’area di Protezione civile.
Sul Tobruk la posizione è stata immediata e netta: no.
Io, insieme al sindaco e all’intera Giunta, ho ritenuto assolutamente inopportuno destinare quella struttura a questa funzione.
Il Tobruk è stato recentemente restaurato grazie a un finanziamento pubblico e restituito alla città. È uno spazio che deve mantenere una funzione sociale e comunitaria e che potrà essere utilizzato dal mondo dell’associazionismo e del volontariato per iniziative rivolte alle persone più fragili.
Futuro Nazionale: nessun allarmismo, ma una posizione politica chiara
Futuro Nazionale ha una posizione molto chiara sull’immigrazione: siamo contrari a una gestione incontrollata dei flussi e a un sistema che continua a scaricare sull’Italia e soprattutto sulla Sicilia responsabilità che devono essere condivise dall’intera Europa.
Ma una posizione politica seria non può prescindere dalla realtà dei fatti.
Per questo considero sbagliato trasformare un Hub temporaneo di identificazione in un presunto nuovo centro di accoglienza.
Allo stesso tempo, non possiamo ignorare che l’Italia e la Sicilia siano diventate il punto di arrivo di un fenomeno che riguarda l’intero continente.
La nostra terra è la porta dell’Europa, ma l’Europa non finisce in Sicilia.
Esistono altri Paesi europei che devono assumersi le proprie responsabilità.
Futuro Nazionale non abbandona chi è più debole
Su questo punto voglio essere altrettanto chiaro: Futuro Nazionale non abbandona chi è più debole.
La fermezza nella gestione dei flussi migratori non significa indifferenza verso chi fugge da guerre, persecuzioni, povertà o condizioni di vita drammatiche.
Significa, al contrario, pretendere che esista un sistema ordinato, trasparente e rispettoso delle regole, capace di distinguere le diverse situazioni e di garantire dignità alle persone senza lasciare intere comunità nell’incertezza.
Noi rivendichiamo chiarezza, sicurezza e velocità nello smistamento europeo.
Chi ha diritto alla protezione deve poterla ottenere rapidamente. Chi deve essere trasferito verso un altro Paese europeo deve poterlo fare senza rimanere per mesi o anni in una condizione di precarietà. E chi non ha titolo a rimanere deve essere sottoposto alle procedure previste dalla legge per il rimpatrio.
L’Italia non può e non deve essere un Paese cuscinetto.
Identificare, sapere dove si vuole andare e poi decidere
È su questo punto che Futuro Nazionale intende portare avanti una vera battaglia politica.
Chi arriva deve essere identificato, deve essere verificata la sua identità e deve essere accertata l’età attraverso procedure affidabili e nel rispetto della legge.
Dopo l’identificazione bisogna però affrontare un’altra questione: qual è il Paese europeo che questa persona intende raggiungere?
Se, ad esempio, un migrante dichiara di voler raggiungere la Germania perché lì ha familiari, dovrà essere la Germania a essere coinvolta nella relativa procedura.
La richiesta di protezione dovrà essere valutata dal Paese interessato e, qualora venga accettata, il trasferimento dovrà avvenire a carico dello Stato che ha accettato la richiesta.
Ma deve valere anche il principio inverso.
Se il Paese indicato non accetta la richiesta, l’Italia non può diventare automaticamente il Paese nel quale la persona rimane indefinitamente. Una volta concluse le procedure previste dalla legge e verificati i presupposti per il rimpatrio, dovrà essere disposto il rientro nel Paese di origine.
Questa è la posizione che Futuro Nazionale intende sostenere nelle sedi istituzionali.
Non possiamo continuare con un sistema nel quale l’Italia identifica, accoglie, sostiene economicamente e gestisce persone che dichiarano di voler vivere in altri Paesi europei.
Se l’Europa è una comunità, deve esserlo anche nella gestione delle responsabilità.
Rosolini non deve pagare il prezzo dell’inerzia europea
La nostra città ha già vissuto situazioni analoghe. Ricordo, in particolare, l’esperienza del tensiostatico messo a disposizione della Prefettura, i cui risultati e le cui difficoltà sono stati evidenti.
Per questo motivo ogni eventuale scelta dovrà essere attentamente valutata, mettendo al primo posto la tutela dei cittadini e del territorio.
Il mio auspicio è che non si verifichino eventi di sbarchi tali da rendere necessario l’utilizzo dell’Hub.
Se l’emergenza non si verificherà, sarebbe inutile spendere ulteriori risorse pubbliche per una struttura che non avrebbe necessità di essere utilizzata.
Quelle risorse potrebbero essere destinate a un concreto rafforzamento delle attività delle nostre Forze dell’ordine, perché Rosolini ha bisogno di sicurezza, presenza dello Stato e controllo del territorio.
Prima la verità, poi la politica
La politica non può trasformare ogni notizia in un’occasione per creare paura o conquistare qualche ora di visibilità.
Prima di parlare, ho voluto verificare.
Prima di commentare, ho voluto conoscere.
E oggi ritengo doveroso spiegare ai cittadini di Rosolini che la questione sul tavolo è quella di un possibile Hub temporaneo di identificazione, non della nascita di un centro di accoglienza.
Futuro Nazionale continuerà a sostenere una linea politica chiara: controllo dei confini, identificazione certa, tutela di chi è realmente vulnerabile, responsabilità condivisa tra gli Stati europei, velocità nello smistamento e rimpatrio nei casi previsti dalla legge.
Non siamo un Paese cuscinetto. Siamo un Paese europeo e pretendiamo che l’Europa faccia la propria parte.
Rosolini merita rispetto e trasparenza.
I cittadini meritano di conoscere la verità.
La politica deve avere il coraggio di assumersi le proprie responsabilità.
Carmelo Floriddia
Membro dell’Assemblea nazionale di Futuro Nazionale
