“Prendiamo atto della recente sentenza del TAR Sicilia relativa al procedimento per l’istituzione del Parco Nazionale degli Iblei. Si tratta di un passaggio importante che richiama le amministrazioni competenti a compiere le proprie valutazioni e determinazioni. Proprio per questo riteniamo che oggi più che mai sia necessario aprire un confronto trasparente con i territori, affinché ogni decisione tenga conto delle esigenze delle comunità locali, delle attività produttive e delle peculiarità dell’area iblea“. Lo dichiarano il deputato nazionale di Fratelli d’Italia Luca Cannata e il sindaco di Buscemi, Michele Carbè, comune che si trova nel cuore dell’area interessata dal futuro Parco degli Iblei: “Siamo convinti che la tutela dell’ambiente e la valorizzazione del patrimonio naturalistico rappresentino obiettivi importanti e condivisibili.
Allo stesso tempo, un progetto di questa portata deve essere costruito con il coinvolgimento dei territori, dei Comuni, degli agricoltori, degli allevatori, delle imprese e di tutte le comunità che da generazioni vivono e custodiscono questi luoghi”.
Cannata e Carbè evidenziano come la fase che si apre oggi debba garantire la massima chiarezza sui contenuti concreti del progetto.
”Occorre approfondire e condividere in maniera trasparente tutti gli aspetti che interesseranno cittadini e attività produttive – aggiungono – dalla perimetrazione alla zonizzazione, dalle misure di salvaguardia alla governance dell’Ente Parco, fino agli effetti sulle attività agricole, zootecniche, produttive e sulle realtà economiche esistenti. È necessario che ogni scelta sia compresa, discussa e partecipata dalle comunità locali”. Particolare attenzione viene posta alla salvaguardia delle attività che rappresentano l’identità storica degli Iblei. “Agricoltura, allevamento, produzioni tipiche e presidio del territorio non sono elementi in contrasto con la tutela ambientale – proseguono il parlamentare FdI e il primo cittadino -. Al contrario, hanno contribuito nel tempo a modellare e conservare il paesaggio che oggi tutti vogliamo proteggere. Per questo chiediamo che il futuro Parco riconosca e valorizzi il ruolo di chi vive e lavora quotidianamente in queste aree“. Tra le questioni che richiedono risposte concrete vi è anche quella della proliferazione dei suidi selvatici.
”Si tratta di un problema reale che continua a provocare danni alle colture agricole e criticità per la sicurezza. Occorre accelerare le soluzioni già in discussione e definire strumenti efficaci di gestione faunistica che consentano di coniugare tutela ambientale, equilibrio dell’ecosistema e difesa delle attività agricole – evidenziano Cannata e Carbè -.
Tra i temi che dovranno essere affrontati con chiarezza vi sono anche la gestione faunistica e il corretto equilibrio tra tutela ambientale, attività tradizionali e sicurezza del territorio, evitando decisioni assunte senza il necessario confronto con le comunità locali e con chi vive quotidianamente queste realtà”. Secondo Cannata e il sindaco ibleo, il futuro Parco dovrà essere una opportunità di crescita e non soltanto un sistema di vincoli: “Se il Parco dovrà vedere la luce, dovrà portare benefici concreti al territorio: investimenti, opportunità occupazionali, valorizzazione delle produzioni locali, sostegno ai borghi e alle aree interne, promozione del turismo sostenibile e delle Comunità Energetiche Rinnovabili. La tutela ambientale deve trasformarsi in una occasione di crescita e non in un ostacolo allo sviluppo. Nessuno può pensare che il Parco si traduca in nuovi vincoli senza adeguate compensazioni, senza opportunità concrete per il territorio e senza il pieno coinvolgimento delle comunità interessate. La tutela ambientale non può penalizzare chi da generazioni vive, lavora e custodisce questi luoghi. Non accetteremo che agricoltori, allevatori, proprietari e attività produttive siano chiamati a sopportare nuovi limiti senza adeguate garanzie, senza benefici concreti e senza una reale partecipazione alle scelte”.
In quest’ottica, Buscemi manifesta la propria disponibilità a ospitare una sede operativa del futuro Ente Parco e a promuovere momenti di confronto pubblico con istituzioni, associazioni, categorie produttive e cittadini.
”Siamo contro qualsiasi scelta calata dall’alto. Vogliamo che ogni decisione venga costruita insieme ai territori, ascoltando chi vive, lavora e investe in queste aree. La priorità oggi è garantire trasparenza, partecipazione e piena tutela delle comunità locali – concludono -. Ambiente, agricoltura, allevamento, imprese, turismo e identità dei nostri borghi non devono essere messi in contrapposizione. Possono e devono diventare parte di un modello di sviluppo equilibrato che tuteli il patrimonio naturale senza compromettere il futuro economico e sociale delle comunità locali. Su questo saremo vigili, presenti e pronti a difendere gli interessi del territorio”.


