Sono 2 milioni e 150 mila euro le risorse destinate a Rosolini che, secondo quanto evidenziato dall’on. Adriano Varrica, sfumano nell’ambito del definanziamento degli interventi di rigenerazione urbana.
Una cifra tutt’altro che astratta, perché dietro quei fondi c’erano tre interventi concreti per la città: 800 mila euro per la ristrutturazione dell’ex mattatoio comunale di viale Paolo Orsi da trasformare in centro sociale; 600 mila euro per la riqualificazione urbana del tratto compreso tra via Paolo Orsi e piazza Garibaldi; 750 mila euro per il restauro del complesso della chiesa di Santa Caterina e dei locali annessi, con destinazione museale.
«Parliamo di oltre 2 milioni di euro e di tre interventi che avrebbero inciso concretamente sulla vita della città – afferma il coordinatore del Movimento 5 Stelle Siracusa Sud, dott. Corrado Fioretti –. Non è quindi una semplice voce di bilancio che viene meno: sono un centro sociale, un intervento di riqualificazione urbana e il recupero di un complesso storico da destinare a museo. Rosolini perde una possibilità importante di riqualificare spazi e luoghi della propria città.»
Il Movimento 5 Stelle Siracusa Sud ritiene che davanti a una situazione di questo tipo l’amministrazione comunale debba dare risposte chiare ai cittadini.
«Vorremmo capire – continua Fioretti – cosa sia stato fatto per tutelare questi finanziamenti e quali iniziative siano state assunte per evitare che Rosolini perdesse oltre 2 milioni di euro. Perché quando arrivano risorse di questa entità non basta avere i progetti: bisogna seguirli, difenderli e fare tutto il possibile affinché diventino opere realizzate.»
Il PNRR è una grande opportunità che il Governo Conte ha portato in Italia, mettendo a disposizione risorse straordinarie che hanno consentito e consentono di intervenire sul patrimonio pubblico, sulle infrastrutture, sulle città e sui servizi. È stata una delle più grandi occasioni di investimento e rinnovamento per il nostro Paese e noi ne rivendichiamo con orgoglio l’origine.
Proprio per questo – aggiunge Fioretti – non c’è nulla da festeggiare quando un territorio perde risorse. Se quei 2 milioni e 150 mila euro fossero stati utilizzati per realizzare un centro sociale, riqualificare quel tratto urbano e recuperare Santa Caterina per farne un museo, oggi Rosolini avrebbe avuto tre interventi in più e una città più moderna e valorizzata.
Rosolini si trova davanti alla perdita di 2 milioni e 150 mila euro e di tre interventi che avrebbero potuto lasciare un segno concreto sul territorio.
E a questo punto è l’amministrazione comunale a dover spiegare ai cittadini come si sia arrivati fin qui e, soprattutto, se esista ancora una strada per evitare che queste opere e queste risorse vadano definitivamente perdute.
Perché dietro quei 2 milioni e 150 mila euro non ci sono soltanto delle cifre: ci sono un ex mattatoio da recuperare, un tratto della città da riqualificare e un importante complesso storico da restituire alla comunità.
