“Non siamo contrari all’istituzione del Parco degli Iblei, chiediamo però che un provvedimento destinato a incidere profondamente sul futuro del territorio venga costruito nel pieno rispetto della legge, sulla base di una documentazione completa e con un reale coinvolgimento delle comunità interessate. Il procedimento deve essere rivisto nel rispetto dei criteri previsti dalla legge, attraverso una nuova perimetrazione e un coinvolgimento autentico, e non soltanto formale, delle imprese, dei portatori di interesse, delle amministrazioni comunali e dei sindaci. Solo così sarà possibile coniugare la tutela ambientale con le esigenze di sviluppo e di salvaguardia delle attività economiche del territorio”. Lo dichiarano i deputati regionale Carlo Auteri, che hanno chiesto la predisposizione del ricorso al Cga contro la sentenza del Tar relativa all’istituzione del Parco degli Iblei. I due parlamentari spiegano di avere incontrato il presidente della Regione, Renato Schifani, per approfondire gli aspetti amministrativi e documentali della vicenda e durante il colloquio è stato approfondito ulteriormente la questione del Parco degli Iblei, riscontrando una persistente mancanza di chiarezza su alcuni atti formali e criticità procedurali già portati all’attenzione del presidente. “Abbiamo rilevato l’esistenza di una comunicazione del Dipartimento Territorio e Ambiente indirizzata al Ministero, predisposta all’epoca dell’assessore Elena Pagana, senza che risultassero preventivamente informati il direttore generale e l’assessore competente. Inoltre, con riferimento al 2023, abbiamo riscontrato elementi che riteniamo meritino ulteriori approfondimenti, tra cui una non perfetta coerenza tra le dichiarazioni del Libero Consorzio di Ragusa e quelle rese dai sindaci della provincia – sottolineano Auteri e Gennuso -. Abbiamo inoltre verificato che la relazione trasmessa dal Libero Consorzio di Siracusa dall’allora commissario straordinario non risulterebbe allegata alle note inviate al Ministero dell’Ambiente. A nostro avviso questa incompletezza documentale, assieme ad altre carenze istruttorie, ha inciso negativamente sull’iter amministrativo”. I due parlamentari tornano poi a sollevare una questione già evidenziata nei giorni scorsi. “Abbiamo rappresentato al presidente della Regione anche la situazione di alcuni Comuni ricompresi nell’area interessata, dove persistono criticità legate all’assenza di adeguati impianti di depurazione e alla presenza di scarichi abusivi a valle. Si tratta di elementi che riteniamo debbano essere formalmente portati all’attenzione del Ministero dell’Ambiente, perché riguardano il rispetto dei presupposti ambientali richiesti – concludono Auteri e Gennuso -. Da questi presupposti nasce la necessità di predisporre un ricorso davanti al Consiglio di Giustizia Amministrativa della Regione Siciliana. Il presidente Schifani ha condiviso le motivazioni che abbiamo rappresentato e, considerati i tempi ristretti, già dalle prossime ore inizieremo il lavoro tecnico necessario per predisporre una relazione dettagliata e l’atto di impugnazione”.

